Riassunto del testo “Antropologia della comunicazione visuale” obbligatorio per l’esame di Antropologia culturale con Canevacci. (8 pagine, formato word)
Anteprima dell’appunto Clifford Geertz fiaschetto.com Massimo Canevacci Antropologia della comunicazione visuale INTRODUZIONE Verso un feticismo metodologico Le merci-visuali sono per “essenza” fantasmatiche. Rispetto alle merci tradizionali, questa fantasmagoria è diversa e per analizzarla occorre partire dalla nozione di feticismo. Il metodo dell’osservazione si ridefinisce come osservazione osservante in quanto implica un continuo saltare tra l’osservare e l’osservarsi. E’ questo l’approccio adeguato alla decodifica della comunicazione visuale. Per porsi in questo punto di vista, occorre collocarsi nella posizione contemplata dal farsi vedere (dentro e fuori i flussi visuali). La ricerca utilizza 4 indicatori concettuali: la vita sociale delle merci-visuali: non sono + oggetti, ma soggetti con una propria individualità (perché nella loro produzione sviluppano un processo cognitivo); la biografia delle merci, come nza di quanto sopra; le macchine biologiche; il feticismo metodologico: approccio alle forme comunicative delle cose-animate che ne dissolve il carattere mercificato attraverso lo slittamento semiotico dei codici in esse incorporato. L’interpretazione è al tempo stesso distruzione. Esso è la caratteristica primaria del metodo di decodifica. Le dimensioni visuali delle merci sono sia quelle emanate dalle loro forme, sia quelle espresse dalla circolazione (pubblicità), dallo scambio (carta di credito) e dal consumo (centro commerciale). L’insieme di questi livelli costituisce la comunicazione visuale. Le merci hanno cicli di vita, problemi d’identità, modelli classificatori: sono sempre + simili agli uomini. Esempio di soggettivazione della merce attraverso la Tigra (pag. 23). Il problema è come connettere i 4 livelli. Come in tutte le ricerche antropologiche occorre guardare da fuori l’oggetto di studio, in questo caso le merci-visuali. CAPITOLO I Sulla comunicazione e la rappresentazione Bateson Il suo + radicale tentativo di fusione tra natura e cultura è nel concetto di “mente”. Sistema mentale: ogni unità che presenta caratteristiche di funzionamento per tentativi ed errori. La mente, quindi, appartiene non solo all’uomo, ma anche a ciascuna unità del sistema biologico (es. una foresta di sequoie o un’aragosta). I diversi ordini della natura (animale, vegetale, minerale) sono interconnessi mentalmente da uno spirito superiore. E’ una sorta di visione ecologica. Nel mondo contemporaneo questa “trama che connette” è realizzata dalla comunicazione visuale riproducibile: le trame che i media interfacciano tra uomo e macchina sono ecologiche. Doppio vincolo: lo schizofrenico non possiede quel processo di discriminazione tra modi comunicativi all’interno dell’io, ovvero tra l’io e gli altri =>
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